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Emergenza Covid 19 e ’A voce d’e Creature: nessuno deve sentirsi solo

Don Luigi Merola è un sacerdote sotto scorta, che oggi è impegnato in prima linea con la sua Fondazione nell’emergenza Covid 19.

 Il 1 ottobre 2000 diventa parroco di San Giorgio, parrocchia del quartiere napoletano di Forcella.
In questo quartiere don Luigi è il primo prete che denuncia la camorra e fa smantellare tutte le telecamere installate dai clan. Consegna al questore una videocassetta per documentare lo spaccio di droga.

Nel 2004 gli viene assegnata la scorta che è svolta dall’Arma dei carabinieri. Il 24 giugno del 2007 celebra la sua ultima messa a Forcella e lascia il quartiere per motivi di sicurezza. 

Il 14 dicembre 2007 nasce la fondazione «’A voce d’e Creature», nel quartiere Arenaccia, in Via della Piazzolla. Lo scopo sociale è di recuperare i minori a rischio attraverso laboratori ludico-creativi..
Nello stesso 2007 riceve la nomina di dirigente dell’Ufficio III della Direzione per lo studente presso il MIUR e Referente Nazionale della Legalità. Inoltre con i ministri successivi collabora in progetti di “Cittadinanza e Costituzione”.
È consulente a titolo gratuito della Commissione Antimafia dal 2010 ad oggi.

Il centro però adesso è chiuso e l’immenso lavoro educativo e di sostegno si svolge con attività online per i bambini del centro. In questa emergenza, però l’attività della fondazione non si ferma, lavorando per chi ha bisogno.

Dice Don Luigi “C’è il pericolo che i Boss del territorio possano ritornare ad essere il punto di riferimento”

Il rischio infatti è quello che la gente, spinta dalla disperazione si rivolga ai boss per avere aiuti concreti. Qui si inserisce il nuovo corso della Fondazione: una rete di volontari e donatori che consegnano alle famiglie bisognose generi di prima necessità.

Chi:

La Fondazione nasce dalla consapevolezza che la civiltà di una città, nazione o territorio si misura dal rapporto con i suoi bambini e con il futuro dei suoi ragazzi. La Fondazione raccoglie le esperienze e le energie di persone, gruppi, associazioni, istituzioni della città di Napoli messi insieme dall’esperienza di don Luigi Merola, il quale, proprio come il chicco di grano che cade in terra e muore, fa nascere vita nuova, capace di moltiplicare e allargare i solchi di quel cammino.

Dove:

La fondazione ha sede nella villa “Bambù”, confiscata alla camorra e assegnata nel 2007 dal Comune di Napoli.
L’ex villa del boss Brancaccio di Poggioreale, situata in Via della Piazzolla 15 – 80141 Napoli (NA), nel quartiere “Arenaccia”, è composto da tre piani, rispettivamente di 230, 300, e 20 metri quadri.

La legge 109/1996 sui beni confiscati nasce per restituire alla cittadinanza immobili frutto di attività illegali, al fine di creare centri di aggregazione e socializzazione e rafforzare il senso di identità e di legalità in contrapposizione agli atti criminali.
Riportare a nuova vita questi immobili, restituendoli ai cittadini, è la dimostrazione che la camorra può essere vinta.

Come puoi aiutare:

Facendo una donazione a:

Fondazione

IBAN IT45A0306909606100000104000

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